Sesto al Reghena spunta nella bassa pianura veneto – friulana, al confine con la Provincia di Venezia in epoca preromana come ci confermano numerosi reperti archeologici.

Detta Sesto perché era una “statio”, cioè un posto militare disposto al sesto miliario della strada che

collegava Concordia con il Norico.

L’attuale appellativo di Sesto al Reghena risale al 1867, quando il Friuli venne unito all’Italia e fa riferimento

al fiume Reghena che attraversa il paese.

MONUMENTI

 

ABBAZIA BENEDETTINA DI SANTA MARIA IN SYLVIS: l’abbazia venne fondata nella prima metà del VIII secolo. Caratterizzata da un ampia esposizione di reperti lapidei e sculture, dell’epoca romana fino al Medioevo e di affreschi della scuola di Giotto. Distrutta dagli Ungari nel 889, l’Abbazia si fortificò e attribuì l’aspetto di un castello medioevale con difensive formate da torri e fossati.

 FONTANA DI VENCHIAREDO: Situata a Casette, località di Sesto al Reghena a confine con Cordovado. Questa fontana si trova nel parco letterario Ippolito Nievo,indirizzato allo scrittore friulano poiché egli cantò la fontana e il ruscello che si trovano  nelle pagine del suo “Confessioni di un Italiano”, romanzo a sfondo politico e patriotico, terminato nel 1858. L’atmosfera nonostante varie modifiche, riporta esattamente il sapore campestre e rustico che il luogo suggerì al Nievo dell’800. Numerosi sono i corsi d’acqua e le risorgive ove è ubicata la fontana di Venchiaredo.

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